Di Alban Daci
Il ragionamento che mi appresto a fare vale anche a livello internazionale. Una cosa è tener conto della situazione attuale nella quale le organizzazioni criminali di alcuni paesi concludono accordi limitati, di portata locale; un'altra è considerare un'eventuale evoluzione della criminalità organizzata in direzione di un patto federativo di vaste dimensioni.
Fortunatamente esiste finora un grosso ostacolo a questa grandiosa unificazione: la barriera linguistica. Come fanno a comunicare persone che parlano dialetto siciliano con altre che si esprimono nel cinese di Canton o di Hong Kong?
Le vie dei Balcani vengono, già da tempo, ampiamente utilizzate dai trafficanti di eroina, che si appoggiano a criminali locali relativamente agguerriti, non esiste nell'Est un' organizzazione paragonabile a Cosa Nostra. Senza dubbio il crollo delle barriere statali e ideologiche porterà ad un inevitabile incremento dei traffici illegali, ma la mafia sovietica, per il momento, è soprattutto un fenomeno di corruzione amministrativa generalizzata. Non si può fare di ogni erba un fascio e chiamare mafia quello che non lo è, altrimenti ci dimostreremmo incapaci di elaborare strategie differenziate e le nostre azioni si rivelerebbero meno incisive.
Questi argomenti sono stati affrontati da Giovanni Falcone nel suo libro intitolato "Cose di Cosa Nostra", grazie alla sua lunga esperienza nella lotta contro la mafia come fenomeno altamente specializzato del crimine organizzato.
Il suo libro è stato scritto nel 1991, in una situazione diversa da quello di oggi e soprattutto per gli albanesi, perché giustamente come diceva Falcone, paesi come l'Albania erano sotto regimi totalitari, dove l'unica fonte dei traffici e del contrabbando era lo Stato in prima persona. Come si è verificato dopo la caduta del Regime, Lo Stato albanese per affrontare le difficoltà economiche causate dall'isolamento internazionale, ha promosso e ha consentito il traffico di caffè, di sigarette, di zucchero e di altre necessità.
Ma oggi, quasi 20 anni dopo, le cose sono cambiate sia per l'Albania ma anche per gli altri paesi dei Balcani e non solo. Ma in tutta questa storia, oggi gli albanesi sono più favoriti a livello internazionale del crimine organizzato, oppure senza esagerare si può parlare anche dei nuovi modelli mafiosi albanesi.
Perché gli albanesi sono più favoriti e perché si devono prendere seriamente in considerazione? Falcone già allora parlava delle possibilità della crazione di una federazione internazionale dove si uniscono diversi gruppi mafiosi con provenienze diverse, all'unico scopo dì collaborare per aumentare i profitti, essere più forti e ad avere più importanza sui mercati internazionali. Ma Falcone era scettico su una tale iniziativa perché sottolineava giustamente le barriere linguistiche, culturali e anche sociali.
Negli anni novanta le cose stavano come diceva Falcone, ma dopo la caduta del Muro di Berlino, l'allargamento dell'Ue con nuovi stati dei Balcani Occidentali e quelli dell'Europa dell'Est, con la nuova Federazione Russa, le cose sono cambiate e hanno creato nuove realtà del crimine organizzato a livello imternaziomale sempre più sviluppato.
Ex paesi con regimi dittatoriali chiamati comunisti come l'Albania, Serbia, Montenegro, Macedonia, Bosnia, Bulgaria, Romania includendo anche la Federazione Russa, hanno creato sistemi ibridi, democrazie di transizione, con istituzioni fragili, deboli, con un alto tasso di corruzione, democrazie instabili che hanno promosso oppure non sono state in grado di lottare contro le diverse forme di crimine organizzato.
Durante questi anni di transizione, questi paesi con istituzioni statali deboli non sono stati in grado di possedere pienamente lo sovranità statale perché non avevano i mezzi, la volontà e le capacità di controllare i confini, e così soprattutto tra l'Albania e l'Italia sono stati sviluppati traffici di stupefacenti, di esseri umani (emigranti) e non sono mancati anche armi in quanto l'Albania durante il regime e non sono mancati anche le armi atteso che l'Albania durante il regime era un paese militarizzato.
Ma non solo. La caduta del Regime in Albania all'inizio degli anni novanta ha scoperto una nazione isolata, povera e senza futuro. Con la caduta del regime i cittadini albanesi dopo 40 anni hanno acquistato la libertà di circolazione e di muoversi, andare dove volevano. Per la verità gli Albanesi con la caduta del Regime hanno assaporato la Libertà, di movimento, di espressione, di critica, insomma, il vivere in piena libertà.
Cosi all'inizio degli anni novanta in Albania esplodeva il primo esodo degli migliaia di emigranti albanesi verso le coste italiane e soprattutto verso le coste di brindisi e di bari, legata anche alla minore distanza. Cosi ormai si sa la storia della nave "Vlora" e non solo. I flussi emigratori dall'Albania verso Italia con diverse intensità sono continuati per tutti gli anni novanta.
Con i flussi migratori sono arrivati in Italia cittadini albanesi scappati dalle prigioni, condannati, ex condannati per vari reati, intellettuali, giovani, gente povera, avventurieri, persone che volevano lo stile di vita italiano, più meno gente che esprime la realtà sociale di un paese con un passato da regime totalitario di più di quarant'anni. Durante gli anni novanta e fino ad oggi gli albanesi sono emigtati non solo in Italia ed in Grecia, ma anche in Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Germania, Olanda, Svezia, Inghilterra, Irlanda, Stati Uniti, Canada. Praticamente gli albanesi oggi si trovano ovunque.
Tanti albanesi hanno studiato presso gli atenei dei paesi dove sono emigrati, alcuni hanno lavorato in diversi settori, ma la maggioranza ha scelto l'edilizia, seppur non mancano anche coloro che hanno commesso crimini come i nelle abitazioni, o sono rimasti coinvolti nel traffico di stupefacenti e altre forme di criminalità organizzata.
All'inizio gli albanesi sono stati servitori degli organizzazioni criminali italiani anche se per loro natura gli albanesi è gente che preferisce agire come "lupi solitari", in piena indipendenza e libertà di esprimere la propria personalità. Con il passare degli anni la situazione è cambiata anche per gli albanesi e questo e stato causato anche dalla crisi economica europea soprattutto in relazione alla questione della disoccupazione di tanti albanesi, anche persone oneste che hanno svolto lavori onesti e che in un attimo si sono trovati disoccupati con una famiglia da mantenere, senza poter pagare l'affitto della casa, poter vivere serenamente, pagare le bollette, l'istruzione dei figli etc... In queste condizioni dì disagio sono stati ingannati e finiti nel cerchio della malavita.
La situazione politica in Albania che continua il suo percorso di transizione alla democrazia dalla oligarchia è peggiorata dalle elezioni parlamentari del 2013, dove cittadini albanesi condannati in via definitiva in Italia per traffico di stupefacenti, esseri umani, ladri in appartamenti etc..., sono entrati nelle liste dei partiti politici per poi diventare deputati del Parlamento d'Albania. Questo non è solo una situazione di disagio per la democrazia e lo stato albanese, ma uno segnale forte anche a livello internazionale attestante il fatto che oramai i delinquenti albanesi hanno anche immunità statale e politica, e girano con il passaporto diplomatico.
Alcuni ladri in abitazioni e criminali albanesi che prima risiedevano in Europa, ormai sono diventati deputati con nuovi legami di potere con il territorio, con i salotti della politica, diventando cosi ambasciatori internazionali del mondo criminale albanese.
Ho scritto questo articolo e ho fatto un introduzione quasi storica per affermare che le nuove generazioni non devono escludere la possibilità che alcuni albanesi diventeranno in futuro dei mafiosi futuri molto pericolosi con anche notorietà internazionale.
Affermo ció per le seguenti ragioni:
1. gli albanesi sono presenti in tutta l'Europa Occidentale e anche negli Usa ed in Canada;
2. sono ben integrati nelle società in cui vivono;
3. conoscono almeno tre lingue straniere e sono molto abili ad imparare bene e presto tutte le lingue;
4. Alcuni hanno un cultura universitaria acquisita nei paesi dove hanno vissuto seppur non ben inseriti nel tessuto economico e professionale per questioni di pregiudizio razziale;
5. Le abitudini sociali e la natura è simile ai siciliani soprattutto per gli albanesi del Nord di religione cattolica;
6. hanno forti legami di potere in Albania;
7. hanno contatti e gestiscono affari con i gruppi più pericolosi del crimine organizzato europeo e non solo;
8. sono favoriti dalla posizione geografica dell'Albania e dalla presenza in cinque stati sovrani in Albania, Kosovo, Montenegro, Macedonia, Serbia e Grecia.
Tutti questi fattori rappresentano una realtà attuale premonitrice del fatto che gli albanesi a breve diventeranno una realtà mafiosa molto potente e pericolosa a livello internazionale.




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